martedì 15 dicembre 2015

Cima di Lemma (2348 m.) anello delle creste - Val Brembana - Lombardia

Oggi, in compagnia di Mario, Pietro ed Enzo, ripetizione della passeggiata del 28 Ottobre 2014 (che allora feci in solitaria) con estensione dell'itinerario alla cresta Sud/Sudovest del Lemma, affinché i miei amici possano avere una visione più completa di quest'area montuosa. La vetta della Cima di Lemma, nonostante appaia pressoché seminascosta lungo la cresta che collega il Passo di Tartano al Passo di Lemma, risulta incredibilmente panoramica su buona parte delle Alpi Orobie Occidentali e Centrali. A condizione di effettuare questa escursione nella giusta stagione, il raggiungimento della cima appaga anche il viandante più esigente: la presenza di alcune postazioni militari risalenti al primo conflitto mondiale (casermette, trincee, ecc.), gli ottimi panorami di cui è capace la vetta e l'estrema facilità nell'incontrar qui fauna selvatica (camosci, marmotte, aquile, ecc.) rendono questa montagna decisamente appagante sotto ogni punto di vista. E' inoltre possibile visitare la bellissima conca dei laghi di Porcile, distante non più di un quarto d'ora dal Passo di Tartano. Gita del 8 Dicembre 2015 in desolante assenza di neve, foto con Sony Alpha 390...

Note tecniche :

Difficoltà : E+ (comoda ed ampia traccia fino al Passo di Tartano. Poi sentiero, a volte in cresta, fino alla vetta. La cresta Sud/Sudovest non presenta particolari pericoli a parte alcuni brevi passaggi esposti) 

Dislivello : 731 metri (numerosi saliscendi sulla cresta Sud/Sudovest)

Sviluppo : 9,86 Km

Interesse : paesaggistico, storico-militare, faunistico, botanico

Percorsa pressoché per intero la Val Brembana, si piega in direzione della nota località sciistica di San Simone, fino a raggiungere un ampio piazzale sterrato posto in prossimità degli impianti di risalita. Liberi finalmente del veicolo, bisogna incamminarsi verso il piazzale degli alberghi, oltre il quale si prosegue su di una strada sterrata che conduce alla Baita del Camoscio. Nelle vicinanze di questa costruzione, reinventata quale improbabile punto di ristoro (qui è possibile giungervi anche in autovettura, ma si rende necessario un 4x4!!!), ha inizio un sentiero che, con pendenze mai sostenute, conduce in circa un ora e mezza al panoramico Passo di Tartano (segnavia 101/116). Si tenga presente che il sentiero su cui mantenersi è il 101, in comune con il 116 esclusivamente per la prima mezz'ora di cammino: questo affinché, una volta oltrepassata la Baita Belvedere, si eviti di imboccare il 116 che si dirige verso il Passo di Lemma (Nord), dal quale successivamente scenderemo. Giunti dunque senza difficoltà alcuna al Passo di Tartano (2108 metri), si apre finalmente il panorama sulla sottostante Valle Lunga, sulla più lontana Valtellina e su gran parte del settore Occidentale Orobico. Ciò non deve però distrarre, poiché sono numerose qui intorno le fortificazioni risalenti alla Prima Guerra Mondiale, visitabili con le dovute cautele dato lo stato di degrado in cui versano. E' inoltre possibile da questo valico raggiungere in pochi minuti gli splendidi laghi di Porcile, oggi ghiacciati come visibile da alcune foto. Sempre per sentiero, non resta quindi che da percorrere la cresta Orientale della montagna, mantenendosi il più delle volte al di sotto di essa fino a raggiungere la panoramica vetta (nel caso si affrontasse l'itinerario nella stagione invernale è assolutamente obbligatorio mantenersi sul filo spartiacque perché i pendii sudorientali della montagna slavinano con grande frequenza!!). Foto di rito poi giù dal versante meridionale (attenzione a non prendere la cresta Ovest che condurrebbe al Pizzo della Scala!!!) seguendo una traccia che si mantiene lungamente sulla facile cresta fino a raggiungere l'anticima meridionale del Lemma, contraddistinta da un semplice paletto (vedasi fotografia). Qui, la cresta piega in direzione Sud/Sudovest: si prosegue quindi agevolmente stando attenti esclusivamente in un paio di passaggi perché esposti sulla conca di San Simone. Giunti al Passo di Lemma non resta che da indirizzarsi a Sud e ricongiungersi agevolmente al sentiero che proviene dalla Baita del Camoscio.



Traccia gps...


Prime luci sul Monte Cadelle


L'anticima meridionale del Lemma...Poco sotto la zona in ombra sono visibili le Baite Fontanini che raggiungeremo a breve tramite un comodo sentiero...


L'elegante volo di un'aquila sopra di noi


A sinistra, deturpato dalle piste da sci, il Monte Cavallo come appare dalle Baite Fontanini. Sulla destra, la Cima dei Siltri ed il Monte Rotondo


Sul comodo traverso che dalle Baite Fontanini raggiunge il Passo di Tartano


Eccoci al Baitone delle Saline sormontato dal Passo di Tartano


In risalita sui dolci prati meridionali del Passo di Tartano


Il Monte Lemma come appare dal Passo di Tartano. La versa cima è posta in secondo piano al centro della fotografia. A destra di essa la cresta Orientale mentre a sinistra la cresta Sud che utilizzeremo per la discesa


Il sentiero che si tiene poco sotto la cresta Orientale


Mario arriva a prendere la cresta Nord del Lemma. Sullo sfondo, al centro della fotografia, il Monte Cadelle, a destra il Valegino. In ombra sono visibili i due laghi di Porcile


Ultimi metri prima di prendere la cresta Nord...


...da cui è splendido il colpo d'occhio sul Pizzo della Scala


Anticima e vetta del Pizzo della Scala (Foto con Leica)


Panorama dalla vetta del Lemma verso il gruppo del Monte Cadelle


Le montagne del Passo di San Marco (Foto con Leica) 


Primi metri in discesa dalla cresta Sud del Lemma


Pietro ed Enzo in sosta sulla cresta meridionale


In lontananza la vetta del Lemma con in primo piano la "comoda" cresta Sud...


...comunque sia esposta in alcuni suoi brevi passaggi


Panorama dall'anticima meridionale del Lemma verso le Orobie Occidentali


Pietro poco sotto l'anticima. Qui la cresta "svolta" decisamente in direzione Sudoccidentale


Imbarazzante situazione della neve, vera assente di questo "secco" e caldo inverno


Il versante Sudoccidentale del Pizzo della Scala


Il professor Enzo e Pietro in discesa dal Passo di Lemma


Ruderi militari posti alle pendici meridionali del passo sopracitato


Il comodo sentiero che scende dal Passo di Lemma


In discesa sul comodo sentiero che scende dal Passo di Lemma


Il Monte Cadelle come appare dalla Baita Belvedere


Cima dei Siltri e Monte Rotondo


Calde tonalità sul gruppo del Monte Cadelle


Il bellissimo Pegherolo come appare dalla Baita del Camoscio...Alla prossima...





giovedì 10 dicembre 2015

Monte Magnodeno (1241 m.) - Lecco - Lombardia

Satellite meridionale del più celebre Resegone, il Monte Magnodeno si presta ottimamente per una facile passeggiata di mezza giornata senza che questa richiede particolari fatiche od altro. La dorsale settentrionale di questa piccola e poco celebrata montagna è particolarmente panoramica su tutto il versante Sud/Sudovest del Resegone, sulla cittadina di Lecco e sulle colline dell'Alta Brianza. Gita del 30 Novembre 2015 in compagnia di Mario, foto con Sony Alpha 390...

Note tecniche :

Difficoltà : E

Dislivello : 717 metri

Sviluppo : 9,40 Km

Interesse : paesaggistico

Da Lecco si segue per Versasio fino a raggiungere l'ampio piazzale della funivia dei Piani di Erna. Abbandonata l'autovettura, bisogna incamminarsi verso il lato meridionale del parcheggio, ove sorge un ampio cartello con numerosi segnavia (vedasi fotografia). Si segue quindi per alcuni minuti un accidentato sentiero fino ad incrociare una strada asfaltata che bisognerà seguire sulla destra per alcune centinaia di metri. Essa termina infatti in prossimità di un cancello alla cui sinistra ha inizio una mulattiera che in circa 20 minuti conduce alla soleggiata frazione Costa (segnavia per Monte Magnodeno, Monte Resegone, Rifugio Piazza). Si evitino sulla mulattiera le deviazioni per la Ferrata al Pizzo di Erna (a sinistra) e il sentiero per il Campo dei Boi (a destra). Poco oltre la graziosa frazione, si ignora anche il sentiero che, sulla sinistra, conduce al Rifugio Piazza e successivamente ai Piani di Erna. Seguendo sempre diritto, si perde leggermente quota su di un sentiero ben evidente, guadando un torrente e successivamente incrociando un bivio ove ha inizio, sulla sinistra, il "sentiero didattico". Lo si segue senza possibilità di errore, si lambisce quindi una baita e si giunge in un ampio piazzale boscoso dove sorgono numerose cataste di legna (qui proviene dal Campo dei Boi l'altro sentiero che permetterebbe un eventuale itinerario ad anello). Si segue quindi la traccia che va a prendere un ampio costone contraddistinto da numerose betulle e dal quale è decisamente notevole il panorama su Lecco. Il costone, piuttosto ripido, lo si risale con numerosi tornanti fino a che la pendenza diminuisce in prossimità della dorsale Settentrionale del Monte Magnodeno. Con percorso obbligato, si raggiunge infine un dosso roccioso che, tramite delle catene, si aggira sul versante Orientale fino all'ampia vetta del Magnodeno, nei cui pressi sorge un Bivacco invernale. Discesa per lo stesso itinerario di salita...


Traccia gps...


Il cartello sulla parte meridionale del piazzale della Funivia...Davvero difficile sbagliare!!!


Prime luci sulla bastionata meridionale del Pizzo di Erna


Il Resegone invece è ancora in ombra


In secondo piano le Grigne mentre sulla destra il Pizzo di Erna


Le betulle che contraddistinguono tutto il costone Occidentale del Magnodeno


Il Resegone come appare dalla dorsale Settentrionale del Magnodeno


Il sentiero risale agevolmente l'ultimo sperone roccioso...


...fino a raggiungere la vetta del Magnodeno, da cui è splendido il colpo d'occhio su Lecco


I Laghi dell'Alta Brianza come appaiono dalla vetta del Magnodeno


Panorama dal San Martino alla Grigna Settentrionale


Decisamente "aerea" la vista sulla città di Lecco


Riconoscibili, oltre alla stazione, le Meridiane di Renzo Piano, discutibile edificio avveniristico che sorge nell'area nota come il Caleotto (Foto con Leica)


Zoom su di un quartiere di Lecco (Foto con Leica)


I tre ponti di Lecco... Al centro, caratterizzato dalle numerose arcate e noto per esserne il più antico, l'Azzoni Visconti  (Foto con Leica)


Il ponte della superstrada per la Valtellina (Foto con Leica)


Tavola orientativa sulla vetta del Magnodeno (Foto con Leica) 


La Punta Cermenati al Resegone come appare dalla vetta del Magnodeno (Foto con Leica) 


Mario in vetta


L'ampio piazzale di vetta con sulla destra il bivacco


Il Resegone come appare dalla piazzola di atterraggio degli elicotteri


Panorama verso la Corna Camozzera ed il Monte Ocone


Il facile passaggio attrezzato come appare dalla sua parte superiore


Solitudini...


La cresta della Giumenta, via ferrata attrezzata che porta al Passo del Fò


La frazione Costa...Alla prossima...

martedì 1 dicembre 2015

Monte San Martino (1090 m.) da Laorca via Sentiero Silvia - Lecco - Lombardia

Impegnativa ed appagante passeggiata di poche ore (4,30 per l'esattezza!!) capace di condurre l'escursionista su di un privilegiato pulpito panoramico a picco sull'abitato di Lecco. Questa piccola provincia Lombarda è infatti cinta a Nord da una serie di scoscese elevazioni montuose le cui pareti rappresentano da sempre uno spettacolare teatro naturale su cui destreggiarsi. Medale, San Martino, Antimedale, Corno Regismondo e Coltignone sono però anche accessibili tramite una fitta serie di sentieri dalle svariate difficoltà e sempre ottimamente segnalati. Non vanno inoltre dimenticate le numerose vie ferrate (Pizzetti, Tecett ed Alpini alla Medale) che tratterò più avanti nel blog. Passeggiata del 26 Novembre in compagnia di Mario, foto con Sony Alpha 390...

Note tecniche :

Difficoltà : EE (dalla cappella bandiera alla vetta il sentiero è molto ripido, a volte esposto e con passaggi attrezzati)

Dislivello : 631 metri

Sviluppo : 5,91 Km

Interesse : paesaggistico

Da Lecco si segue per Laorca, posta alle pendici della vertiginosa parete Sud della Corna di Medale (per meglio orientarsi si tratta della vecchia strada che conduce in Valsassina). Si segue quindi per la via San Martino e si posteggia negli spiazzi a disposizione del cimitero di quartiere. Poco prima del campo santo, in uno slargo per la svolta, si trova sulla destra una palina segnavia che ci "obbliga" a risalire una ripidissima strada asfaltata per alcune centinaia di metri (vedasi fotografia). Oltrepassata una sbarra metallica, in prossimità di un tornante destrorso, ha finalmente inizio un largo sentiero che corre parallelo a delle reti paramassi poste a protezione dell'abitato di Laorca (segnavia 52 per Monte San Martino/Rifugio Piazza e 58 per ferrata Alpini alla Medale). Dopo alcune centinaia di metri, evitando le diramazioni a destra che conducono verso la parete della Medale e dell' Antimedale, ha termine questo ampio sentiero ed inizia, in prossimità di una cappelletta votiva, una ripida mulattiera che in circa mezz'ora conduce alla Cappella Bandiera (nota anche come Cappella del Carmine). Risalendo questa mulattiera andranno evitate le biforcazioni per la variante della Vergella al San Martino, per i vari settori di arrampicata e per la vetta della Medale. Insomma, sembra difficile, ma in realtà altro non bisogna fare che camminare sulla ripida mulattiera (segnavia 52) astenendosi da qualsiasi sua diramazione. Giunti alla Cappella Bandiera, ci si porta alle sue spalle dove ha inizio il Sentiero Silvia per la vetta odierna (palina segnavia!!). Mai difficile ma piuttosto ripido e su terreno franoso, questo sentiero presenta un paio di passaggi attrezzati che hanno però ragione di esistere esclusivamente in presenza di verglass (cosa piuttosto difficile a queste altezze e di questi tempi!!). Con divertenti ma banali passaggi di arrampicata, si raggiunge quindi una sella posta all'altezza della Baita del Falco, intuibile nella vegetazione alla nostra sinistra. Il sentiero ci indirizza ora verso un piccolo sperone roccioso dove si presentano due possibilità: a sinistra, una catena invita a risalirlo mentre a destra, tramite una breve ma esposta cengia lo si aggira per risalirlo sul versante opposto senza attrezzature. Oltre questo risalto, il sentiero guadagna ancora rapidamente quota fino ad una seconda sella, dalla quale è osservabile il resto del percorso. Tra arbusti e fitta vegetazione, ma con minor pendenza, si risale quest'ultima spalla che, con un ultimo passaggio attrezzato, conduce alla panoramica vetta di quest'oggi. Per la discesa, in considerazione dell'apertura del Rifugio Piazza, optiamo per un breve anello. Dalla croce di vetta, si risale brevemente la rocciosa cresta che ci indirizza verso il Corno Regismondo ed il Coltignone. Dopo alcuni minuti, la cresta presenta una depressione alla cui sinistra sorge un cartello di facile individuazione (segnavia per Rifugio Piazza). Evitando dunque di proseguire diritto, bisogna piegare a sinistra (direzione Nordovest) perdendo rapidamente quota su di un sentiero. Poco più avanti la traccia si sdoppia, a sinistra per la Baita del Falco mentre a destra per il Rifugio Piazza, che si raggiunge comodamente in circa 30 minuti dalla vetta. Da questo edificio con annessa chiesetta è facilmente intuibile l'ampia mulattiera che proviene dalla Cappella Bandiera. Non resta che da seguirla per riportarsi al punto di partenza di questa bella ed appagante passeggiata. 


Traccia gps...


I segnavia presenti presso lo slargo stradale (la foto è stata fatta al ritorno perché in ombra al mattino!!)


La Corna di Medale illuminata dalle prime luci


Valmadrera ancora in ombra, così come appare dalla Cappella Bandiera


La mulattiera è ripida, lo si intuisce anche dalle scritte a vernice!!!


Panorama dal Corno Birone (a sinistra) al Monte Moregallo (a destra)


La palina segnavia che indica l'inizio del sentiero Silvia, direttissima per la vetta del San Martino. In secondo piano, la vertiginosa e verticale parete meridionale della Corna di Medale


Panorama dalla Cappella Bandiera verso il mio "amato" Monte Barro


Uno dei tanti brevi risalti rocciosi da "scavalcare" presenti sul Sentiero Silvia


Mario alle prese con un breve passaggio attrezzato


Qui siamo poco oltre lo speroncino roccioso citato nella relazione. Noi abbiamo utilizzato la cengia per evitare di utilizzare il passaggio attrezzato con catena


La spalla terminale del San Martino, come appare dalla seconda sella


Uno splendido pulpito panoramico sul Sentiero Silvia


Il ramo lecchese del Lago di Como...In lontananza, facilmente distinguibile, la sagoma del Monte San Primo


Foschie in dissolvimento sull'Alta Briannza


In primo piano la splendida Corna di Medale. In secondo piano, a sinistra, il Monte Due Mani, a destra l'inconfondibile profilo del Resegone


Il trittico dei Corni di Canzo con in primo piano il Moregallo


La nuova croce metallica presente in vetta al San Martino


Il Monte Coltignone dalla cresta Settentrionale del San Martino


Rifugio Piazza


Abbadia Lariana come appare dalla balconata del Rifugio Piazza


Qualora tornasse utile, la legenda dei sentieri presente all'interno del Rifugio Piazza...Alla prossima che il ginocchio va meglio!!!