lunedì 16 novembre 2015

Corna Grande di Valtorta (2090 m.) e Monte Chiavello (1785 m.) da Ceresola - Valsassina - Lombardia

Il Gruppo dello Zuccone dei Campelli è un imponente massiccio calcareo le cui forme ricordano vagamente un ferro di cavallo, coronato da numerosi torrioni e pinnacoli rocciosi. La maggiore elevazione di questo massiccio montuoso, si erge elegante e maestosa sul sottostante anfiteatro naturale della Valle dei Camosci, conca straordinariamente severa e solitaria nonostante la relativa vicinanza del comprensorio sciistico di Bobbio. Davvero numerose le vette qui presenti che, seppur non presentando mai dislivelli particolarmente significativi, permettono di effettuare escursioni di tipo alpinistico, circondati da un ambiente che può far pensare con piacere alle lontane Dolomiti. Zucco di Pesciola, Corna Grande di Valtorta, Zuccone dei Campelli, Denti dei Mughi, Zucco Barbesino ed altri loro satelliti, grazie alla presenza di alcune vie ferrate (Minonzio per lo Zuccone dei Campelli e Pesciola per l'omonima vetta) e di alcuni canaloni, offrono dalle loro vette spettacolari paesaggi su gran parte delle Orobie Lecchesi e Bergamasche. E' comunque possibile avvicinarsi ad alcuni di questi "balconi panoramici" evitando percorsi di tipo alpinistico grazie anche alla fitta rete di sentieri che, con partenza dai Piani di Artavaggio o dal paese di Valtorta, permettono avvicinamenti meno tecnici e più adatti ai meno esperti per la vetta dello Zuccone dei Campelli, per il Monte Chiavello e per la Corna Grande di Valtorta.  Foto con Sony alpha 390...

Note tecniche :

Difficoltà : E+

Dislivello : 1237 metri

Sviluppo : 13,30 Km

Interesse : paesaggistico, botanico

Da Bergamo bisogna indirizzarsi verso la Val Brembana fino a raggiungere Olmo al Brembo, dal quale si devia in direzione di Valtorta ed oltre fino a Ceresola, ove sorge l'ampio piazzale sterrato alla base degli impianti di risalita per i Piani di Bobbio. Il parcheggio fortunatamente non è a pagamento, dunque non resta che incamminarsi sulla strada agrosilvopastorale che risale ai piani sopracitati oppure in alternativa risalire le piste da sci fino a raggiungere la stazione di arrivo della seggiovia quadriposto. In prossimità di questa struttura, e più precisamente dove sorge una piccola casetta in legno adibita a deposito per gli attrezzi, è evidente una palina segnavia che suggerisce di incamminarsi verso la maestosa ed articolata parete Nord dello Zucco Barbesino (seguire per Anello dei Campelli, Bocchetta dei Mughi). Bisognerà percorrere per intero la base di questa splendida parete, traversando alcuni ghiaioni, fino a piegare poi in direzione Settentrionale e portarsi su terreno ripido ed accidentato alla Bocchetta dei Mughi (2010 metri). La vetta odierna sorge poco più a Nord, non resta dunque che da attraversare con attenzione una prima serie di placche calcaree inclinate oltre le quali ci si porta sulla elementare cresta meridionale della Corna Grande di Valtorta. Circa quindici minuti dalla bocchetta e si toccano i 2090 metri odierni, su ampio e panoramico terrazzo contornato da una serie di reti parasassi e paravalanghe. Per la discesa, cercando il tiepido solo odierno, optiamo per il sentiero 101 che si sviluppa sotto la cresta Ovest della Corna Grande e che, in circa 40 minuti da poco sotto la Bocchetta dei Mughi, conduce al bivio presso la casetta di legno sopracitata. Ci portiamo ora verso il Rifugio Lecco (chiari segnavia), ove il solito bravissimo rifugista ci serve dell'ottimo formaggio con affettati accompagnati da birra. Prezzi ottimi e qualità eccellente contraddistinguono da sempre questo rifugio, ove torno sempre volentieri!!!! Le calorie assimilate sono ora però molte, dunque cerchiamo di smaltirle indirizzandoci sulla strada sterrata che lambisce il settore Occidentale dei Piani di Bobbio. In quest'area ha inizio una lunga dorsale, che diviene poi cresta erbosa,  capace di condurre su di un'altra piccola montagna, il Monte Chiavello, dal quale è splendido il colpo d'occhio sulle vette Settentrionali del massiccio dei Campelli. Da questa cima è ben visibile a Oriente la strada agrosilvopastorale che dovremmo infine percorrere per ridiscendere al piazzale degli impianti di Ceresola di Valtorta.


Traccia gps...


Il Pizzo dei Tre Signori come appare dalla pista da sci che conduce ai Piani di Bobbio


La Grigna Settentrionale qui fotografata dall'arrivo della seggiovia quadriposto


In luce, la vetta della Corna Grande di Valtorta, mentre in ombra la Bocchetta dei Mughi con alla sua destra gli omonimi Denti. Per la salita abbiamo utilizzato il sentiero che corre sotto l'imponente parete Settentrionale dello Zucco Barbesino


La lunga cresta Ovest della Corna Grande di Valtorta


Enrico traversa un ampio ghiaione sotto la parete Nord del Barbesino


Panorama verso Oriente dalla Bocchetta dei Mughi


Panorama verso Occidente dalla Bocchetta dei Mughi


La targa sulla croce di vetta della Corna Grande di Valtorta


Il Gruppo del Monte Valletto come appare dalla Bocchetta dei Mughi


Panorama verso l'Alta Valsassina


Evidente la traccia da seguire per la vetta della Corna Grande


Mario sul ripido sentiero che scende dalla Bocchetta dei Mughi 


Qui siamo sul sentiero 101 che, rispetto a quello di salita, si sviluppa sul versante opposto della valle


L'imponente parete Settentrionale dello Zucco Barbesino come appare dal sentiero 101


Larice


L'area adiacente al Rifugio Lecco


Lo Zucco di Pesciola come appare dal Rifugio Lecco


Da sinistra, Corna Grande di Valtorta, Denti dei Mughi e Zucco Barbesino come appaiono dalla cresta Sud del Monte Chiavello


La comoda cresta meridionale che conduce in vetta al Monte Chiavello


Il Pizzo dei Tre Signori


Enrico e Mario in vetta al Monte Chiavello


L'ampia conca che abbiamo attraversato per salire alla Corna Grande di Valtorta


Zucco del Corvo e Monte Foppabona al tramonto


Pizzo dei Tre Signori al tramonto...Alla prossima...

mercoledì 11 novembre 2015

Punta di Orogna (2461 m.) dall'Alpe Devero con anello - Alpe Devero - Piemonte

Diviso tra i comuni di Crodo, Varzo, Baceno e Trasquera il Parco naturale dell'Alpe Devero è geograficamente localizzato nel settore Occidentale delle Alpi Lepontine, laddove esse si ergono maestose e fra le più alte di questa sezione Alpina. E' un ambiente di grandissimo valore ambientale, formatosi da un lento modellamento glaciale capace ad oggi di lasciar ancor segno del suo antico passaggio. I numerosi laghi Alpini, le grandiose morene glaciali, gli estesi lariceti, il ricchissimo sottobosco e le immense praterie di alta quota altro non possono fare che attrarre l'attenzione di escursionisti, alpinisti o semplici gitanti che vogliano avvicinarsi a questo variegato mondo Alpino (capace oltretutto di notevoli fioriture e specie faunistiche). Non resta dunque che indirizzarsi verso Domodossola e scegliere quale delle numerose vette si abbia voglia di salire: oggi sarà per la comoda Punta di Orogna, posta nel settore Sudoccidentale del parco e capace di panorami mozzafiato. Foto con Sony Alpha 390...    

Note tecniche :

Difficoltà : E

Dislivello : 1018 metri 

Sviluppo : 16 Km

Interesse : paesaggistico, rurale


Dalla Superstrada del Sempione, si devia per gli abitati di Crodo e Baceno, oltrepassati i quali ci si indirizza verso l'Alpe Devero (strada asfaltata a pagamento euro 5, ottime indicazioni stradali ed ampie possibilità di parcheggio!!). Ci si incammina dunque verso il primo nucleo di baite e, evitando di passare sul ponte, si devia a sinistra in direzione della località Pedimonte (1644 metri). Ancor prima di inoltrarsi in questo grazioso nucleo di baite, un evidente palina segnavia suggerisce di inoltrarsi su di un sentiero che, con direzione Sudest, conduce all'Alpe Misanco (segnavia H11 per Alpe Misanco e Monte Cazzola). Raggiunto questo secondo agglomerato di baite, lo si oltrepassa, trovando poco oltre un bivio segnalato da palina in legno (segnavia da seguire per Lago Nero, vedasi fotografia!!). Indirizzandosi verso Nordovest, si risalgono alcuni dossi erbosi su sentiero oggi ghiacciato, giungendo, dopo l'attraversamento di un ponte sul torrente, nella sezione mediana della Val Buscagna, alla cui estremità Occidentale sorge l'omonima Alpe Superiore. Trattasi questa di una fantastica prateria Alpina, da attraversare in piano con gli occhi letteralmente spalancati per la bellezza del luogo, per i suoi eccezionali colori autunnali, per la quiete capace di infondere. Dopo breve ma appagante passeggiata in piano si perviene dunque all'Alpe Buscagna Superiore, presso la quale una sosta è d'obbligo. Su sentiero sempre ben evidente (segnavia per Scatta di Orogna), bisogna ora risalire la sezione mediana della Val Buscagna, molto lunga e poco inclinata, caratterizzata a Nord-Nordovest da scenari mozzafiato per via delle celebri torri del Cornera. fino a raggiungere la località nota come Curt Vita (2230 metri). Superata quest'area nota per la presenza di nulla ad eccezione di una palina (segnavia da seguire H00 per Scatta di Orogna e Passo di Valtendra), si risale ora con pendenza via via maggiore un vallone che indirizza verso la sella nota come Scatta di Orogna. , raggiunta la quale, con le ovvie dovute cautele, si percorre la cresta Sudovest della montagna fino a portarsi in vetta. Noi abbiamo preferito traversare in direzione della cresta Nordest per compiere un giro più appagante ma porre molta attenzione perché il pendio è ghiacciato ed i ramponi sarebbero molto utili. Si tenga inoltre presente che a differenza del "dolce" versante Settentrionale della Punta di Orogna, quello meridionale precipita letteralmente nella Val Bondolero dunque, qualora la cresta fosse pulita nessun problema, viceversa meglio una picozza. Panorama mozzafiato sul Pizzo Diei, sul Pizzo Moro, sull'ombrosa Val Bondolero, sull'intero settore Orientale ed Occidentale del Devero-Veglia. Ritorno per lo stesso itinerario di salita fino al ponte di legno che, salendo dall'Alpe Misanco, ci ha condotto in Val Buscagna. In prossimità di questo ponte consiglio vivamente una rapida digressione su sentiero ben segnalato presso le affascinanti sponde del piccolo ed appartato Lago Nero (vedasi eventualmente la traccia gps!!!). Viceversa, qualora non si volesse deviare per il lago, anziché riportarsi sul ponte in legno, si prosegue in direzione NordEst verso l'Alpe Buscagna Inferiore, splendido balcone panoramico affacciato sulla sponda Orientale del Devero. Non resta che da seguire l'evidente traccia che "precipita" nella Val Buscagna Inferiore fino a raggiungere la località Pedimonte, oltre la quale in pochi minuti si raggiunge il parcheggio da cui ha avuto inizio questa splendida ed appagante passeggiata.   



Traccia gps...In giallo il sentiero utilizzato in salita per evitare la Val Buscagna...


Le prime luci del mattino sull'Alpe Devero


Poco oltre il bivio con palina segnavia presso la località Pedemonte...Questo piccolo ed affascinante nucleo di baite rappresenta il punto di congiunzione tra il sentiero di salita e quello di discesa


Il Pizzo Crampiolo ed il Pizzo Fizzo come appaiono dall'Alpe Misanco...


...oltrepassata la quale si trova questo bivio. Noi seguiremo per il Lago Nero tramite un comodo sentiero "bretella" che condurrà in Val Buscagna


Al termine del sentiero bretella, ecco apparire il bellissimo pianoro della Val Buscagna. In primo piano si nota il ponte in legno da attraversare per portarsi verso l'Alpe Buscanga Superiore, viceversa, proseguendo a sinistra del ponte, si raggiunge in meno di dieci minuti il Lago Nero


Alpe Buscagna Superiore


L'ampio e soleggiato pianoro dell'Alpe Buscagna Superiore come appare dall'omonimo alpeggio


Panorama dall'Alpe Buscagna


Le splendide guglie e torri del Pizzo Cornera


Panorama dalla sezione mediana della Val Buscagna. A sinistra la mole del Pizzo Crampiolo e del Pizzo Fizzo, mentre all'orizzonte l'estesa area Orientale del Devero


Il Pizzo Crampiolo con le sue due distinte vette, mentre più in basso il Pizzo Fizzo


Il "serpentone" del Rio Buscagna


Mario si avvicina alla sezione superiore della Val Buscagna, oggi innevata e ghiacciata


Enrico in risalita verso la Scatta di Orogna, ampia sella posta tra la cresta Sudest del Punta Boccareccio e la cresta Sudovest della Punta di Orogna 


Il passo della Scatta di Orogna. Qualora si voglia salire al Pizzo di Orogna, risulta decisamente  più agevole portarsi al passo e risalire la "pulita" cresta Sudovest... 


...cosa che ovviamente noi non facciamo e, approfittando di "vecchie peste", traversiamo con attenzione verso la cresta Nordest... 


...che però nella sua parte superiore risulta priva di ghiaccio e neve


Panorama dalla Punta di Orogna. Da sinistra a destra, Cima di Valtendra, Monte Leone e Pizzo Moro


L'effige della salute!!! Enrico in vetta...


L'ampio panorama godibile dalla vetta della Punta di Orogna. A destra, in ombra, la Val Bondolero, in lontananza decine e decine di vette Ossolane...


Punta di Orogna e Pizzo Diei dalla cresta Sudovest


Chi vi scrive, in compagnia di Enrico, in discesa dalla comoda cresta Sudovest (foto di Mario) 


Segnavia presso la Scatta di Orogna. Questo riporta la quota 2461 metri s.l.m., cosa che probabilmente non corrisponde alla realtà poiché sulle carte geografiche viene attribuita alla vetta quella altezza...


La cresta Sudest della Punta Boccareccio, molto articolata nella sua parte superiore


Il Pizzo Cervandone come appare dalla Scatta di Orogna


In primo piano il Pizzo Crampiolo. Sullo sfondo, innevati, il Blinnenhorn (a sinistra) e la Punta d'Arbola (a destra)


Mario ed Enrico in discesa dalla Scatta di Orogna


Solitudini


Il pianoro dell'Alpe Buscagna Superiore


Enrico e Mario sul sentiero che, dal ponte in legno sul Rio Buscagna, conduce in pochi minuti al Lago Nero


Il Lago Nero del Devero


Riflessi sul Lago Nero del Devero


Le ombre "inghiottono" l'Alpe Buscagna inferiore...


...disegnando sul Pizzo Crampiolo splendide ed inedite linee 


A sinistra il Monte Corbenas, a destra il Sangiatto, come appaiono al tramonto...


...che ci regalerà una fredda ed ombrosa discesa verso l'Alpe Devero...
Alla prossima...